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martedì 17 luglio 2012

SCIARA, CORSO DI FOTOGRAFIA ARCHEOLOGICA PER RAGAZZI




Promosso dall’Associazione SiciliAntica, in collaborazione con l’U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori) e con il patrocinio del Comune di Sciara si terrà un Laboratorio di fotografia archeologica per ragazzi dal titolo “Scopriamo Mura Pregne”. Si inizia giovedì 19 luglio 2012 alle ore 16,30 presso la biblioteca comunale. A coordinare l’iniziativa Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica.
L’obiettivo del laboratorio è di avvicinare i ragazzi attraverso il linguaggio fotografico alla scoperta di Mura Pregne e imparare ad apprezzare la storia del territorio e stimolare la loro creatività per raccontare attraverso la fotografia i vari “monumenti” presenti nel sito. Il Laboratorio prevede il coinvolgimento di ragazzi e di fotografi professionisti. Prima delle “uscite” sono previsti alcuni momenti propedeutici per la spiegazione del sito di Mura Pregne e delle sue emergenze archeologiche e per acquisire i primi rudimenti di fotografia. Le fotografie prodotte dai giovani allievi saranno proiettate nella piazza del paese nel mese di agosto durante una articolata manifestazione dedicata all’archeologia.
Alla fine del Laboratorio verrà rilasciato un attestato di partecipazione Per informazioni:SiciliAntica tel. 346 8241076.
Con il termine di Mura Pregne si definiscono un gruppo di cocuzzoli, in posizione topografica felice per trovarsi allo sbocco della valle del fiume Torto, che formavano una sorta di grande roccaforte naturale e ne facevano un sito abitativo privilegiato. In quei luoghi esisteva una continuità di vita che senza interruzione dalla preistoria arrivava fino al periodo medievale. Ma una cava attiva fin dagli anni cinquanta ha sconvolto parte del sito, distruggendo una serie di grotte di grande suggestione oltre di enorme interesse archeologico, tra cui quella denominata del Drago. Dallo scempio si sono salvati il Dolmen e il muro megalitico entrambi del periodo preistorico, mentre nella parte superiore insistono ancora i resti dell’antica cittadina di Brucato distrutta dagli Angioini nel 1338.

venerdì 13 luglio 2012

CATANIA, LA PROTESTA DEL TEATRO STABILE


"La festa ... al teatro": terza serata della campagna di sensibilizzazione 
mirata a reintegrare i tagli al finanziamento regionale dello Stabile etneo
 
Lunedì 16 luglio, ore 21, in Piazza Castello ad Acicastello con i beniamini del pubblico
 
 
 
CATANIA - Lavoratori e artisti uniti più che mai. A cingere i luoghi storici della città con pacifiche catene umane. A fare sacrifici in attesa di tempi migliori. Con un unico, nobile obiettivo comune:  la missione del teatro. Prosegue così l'azione di sensibilizzazione del Teatro Stabile di Catania contro i drastici tagli finanziari subiti in ambito regionale. Questa volta sarà il borgo marinaro di Acicastello il palco d'eccezione per una serata di arte e intrattenimento incastonata tra il mare e il Vulcano. L'appuntamento con “La festa... al teatro”, titolo allusivo e provocatorio, è fissato per lunedì 16 luglio alle ore 21 in piazza Castello, cuore del centro storico della splendida cittadina ionica, in occasione dei festeggiamenti in onore del quindicesimo centenario della nascita di San Mauro abate, evento religioso e folcloristico di grande richiamo sia per i residenti e villeggianti che per visitatori e  turisti.
 Dopo le due manifestazioni-spettacolo ospitate il 26 maggio e il 6 giugno a Catania in Piazza Università, è la terza volta che l'ente teatrale etneo offre al pubblico una straordinaria serata sotto le stelle in compagnia dei suoi beniamini. Gli artisti che parteciperanno sono, in ordine rigorosamente alfabetico: Cosimo Coltraro, Salvo Disca con il gruppo Ach Tura, Fulvio D'Angelo, Ezio Donato, Egle Doria, Barbara Gallo, Nellina Laganà, Miko Magistro Rosario Minardi Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Emanuele Puglia, Pippo Russo, Sergio Seminara, Aldo Toscano.
 “Abbiamo preso atto dell'ampia e trasversale disponibilità mirata a ripristinare i fondi. Rimaniamo tuttavia vigili e continuamo a fare sentire la nostra voce con le armi pacifiche ma non spuntate della cultura, forti dell'affetto del pubblico e dei cittadini, che in questo momento difficile ci hanno dimostrato sempre grande solidarietà e partecipazione”.
 Lo dichiara in una nota il direttore dello Stabile Giuseppe Dipasquale, rimarcando l'adesione massiccia che ha visto schierarsi a fianco dell'istituzione un'imponente rappresentanza del mondo della cultura, dello spettacolo, e soprattutto i cittadini di Catania e di tutto l'hinterland. A rischio ci sono oltre 200 lavoratori tra stabili e stagionali e l'indotto che ruota intorno al teatro, oltre al congruo svolgimento della fondamentale missione artistica e culturale che lo Stabile svolge da oltre mezzo secolo con prestigio nazionale e internazionale.
 “Una missione – prosegue Dipasquale – alla quale continuiamo a tendere fede, regalando ancora una volta ai cittadini quello che meglio sappiamo fare: raccontare, incantare e tenere loro compagnia con gli strumenti dell'arte. Non solo nelle sale teatrali, ma salutando l'estate nelle piazze, insieme al nostro pubblico in ogni luogo incantevole delle nostre città”.
 Ad Acicastello il Teatro Stabile di Catania offrirà gratuitamente un’altra entusiasmante e variegata occasione per stare insieme, toccando i vari generi, dal comico al drammatico, dal canto alla poesia. Protagonisti saranno gli artisti e gli amici dell'ente etneo, tutti sul palco, pronti trasmettere il fascino e il valore dell'arte scenica, a farsi portavoce della più alta espressione della civiltà, appunto il Teatro.
 
 

giovedì 7 giugno 2012

CALTAGIRONE, LA COMUNICAZIONE CULTURALE IN SICILIA


“La comunicazione culturale 2.0 in Sicilia” è il titolo della conferenza che, su iniziativa dell'associazione culturale Panta e della Società calatina di storia patria e cultura con il patrocinio del Comune di Caltagirone, sarà tenuta – sabato 9 giugno, alle 18,30, nell'atrio del Palazzo municipale – da Elisa Bonacini, dell'Università di Catania. La conferenza fa parte di “Lenti progressive”, il ciclo di manifestazioni culturali che, avviato dalle due associazioni lo scorso marzo con due appuntamenti, si concreterà anche in due incontri previsti a settembre.

TERMINI IMERESE, TURISTI-STUDENTI AI RESTI ROMANI



Venerdì 8 giugno 2012 gli alunni del primo Circolo visiteranno i monumenti romani di Termini Imerese. In particolare i bambini avranno la possibilità di poter ammirare la “Curia romana”, il sito dell’antico Anfiteatro, inoltre il frammento della casa di Stenio il cittadino che difese Termini dalla rapacità di Verre e il basamento della poderosa torre di piazza Finocchiaro Aprile, traccia dell’antica cinta muraria del periodo imperiale. Infine è prevista la vista al Museo Civico Baldassare Romano in particolare della sezione che ospita i reperti del periodo romano. Il gruppo sarà guidato nella visita dai volontari di SiciliAntica di Termini Imerese e dell’associazione La casa di Stenio.
Nella foto i resti della “Curia romana”.


GIARRE, ULTIMO APPUNTAMENTO CON AD ALTA VOCE



venerdì 8 giugno alle ore 18,30 presso la sede di Liberiecittadini si terrà l'ultimo dei sedici incontri AD ALTA VOCE inaugurati il 3 febbraio scorso da Pietro Barcellona e che ha visto trentadue relatori alternarsi nei dialoghi che raccontano l'isola.
Ospiti di Salvo Patanè e di Mario Grasso, i Poeti Grazia Calanna e Mario Pafumi. All'universo femminile sarà dedicata la mostra pittorica di Marina Pappalardo a cura di Ombretta di Bella.

martedì 5 giugno 2012

CATANIA, FESTIVAL DEI CORTI TEATRALI



IterCulture organizza "Teatri Riflessi, Festival Nazionale di Corti Teatrali" che si svolgerà nei giorni 8,9,10 giugno 2012  nell'Ex Monastero dei Benedettini. 
La conferenza stampa si svolgerà venerdì 8 giugno alle h. 10:00 al Palazzo della Cultura - Catania.
Saranno presenti alla conferenza il Sindaco di Catania, Avv. Raffaele Stancanelli; il Sindaco di Viagrande, Dott.ssa Vera Cavallaro; il Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Catania, Prof. Carmelo Crimi; il Presidente del C.O.F (Centro Orientamento e Formazione dell'Università degli Studi di Catania), Prof. Vincenzo Perciavalle.

sabato 2 giugno 2012

RAGUSA, UN NUOVO SPAZIO PER L'ARTE


Il 9 giugno alle ore 19 aprirà a Ragusa la nuova galleria “Clou – Circolo d’arte contemporanea”. La mostra “Prima Linea”, curata da Cecilia Freschini, inaugura un’attività espositiva di primo piano che vede protagonisti artisti siciliani affiancati da nomi di rilievo nazionale e internazionale.
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Nel cuore della città di Ragusa, in piazza San Giovanni, sabato 9 giugno alle ore 19.00 sarà inaugurato “Clou – Circolo d’arte contemporanea”, il nuovo spazio espositivo voluto da Antonio Dipasquale e Simona Modica. L’apertura di una nuova galleria in un territorio, se vogliamo, periferico rispetto agli itinerari turistici dell’arte contemporanea è cosa rara e preziosa, e la responsabilità che la direzione intende assumersi è molto grande.
“Prima Linea” – in corso fino al 13 luglio - è il titolo della collettiva curata da Cecilia Freschini con cui “Clou” dà inizio alla propria attività collocandosi, appunto, in prima linea rispetto alla scena artistica contemporanea siciliana. Con ciò si intende non tanto davanti a tutti, ma a disposizione di tutti, come luogo d’incontro e confronto aperto. Attraverso una ricerca sia estetica che sociale, la mostra intende aprire un dialogo in grado di favorire l’assimilazione di nuovi input e suggestioni. Con questi obiettivi sono stati selezionati artisti provenienti da backgrounds differenti, le cui opere presentano un’ampia varietà di tipologie di mezzi espressivi.
L'obiettivo è quello di documentare l’attività di artisti locali, quali Rosario Antoci, Claudio Cavallaro, Gaetano Longo e Sebastiano Mortellaro, cercando di individuare la funzione culturale e sociale che il loro percorso artistico esercita sulla realtà di riferimento.Su questa base, sono stati coinvolti altri artisti di rilievo nazionale e internazionale come Chen Hangfeng, Aleksandra Jarosz Laszlo, GirolamoMarri e Marika Vicari.
Ognuno di questi artisti esprime in maniera personale e originale il proprio dialogo con l’ambiente di appartenenza connesso a un piano di più ampio respiro. In questo modo si instaura un rapporto a più livelli in cui il tessuto locale interagisce con la trama internazionale.
In occasione dell’opening ufficiale della galleria è previsto un intervento speciale dell’artista siracusanaSara Petrolito: “Piano B”, un atto performativo che intende indagare il rapporto tra società e l'essere interiore.
Attenzione al territorio, comunicazione sociale, ricerca e sperimentazione diventano, così, gli ingredienti base della galleria Clou, il cui obiettivo è quello di promuovere nuovi linguaggi artistici nuove contaminazioni sia locali che d’oltreoceano.
Clou – Circolo d’arte contemporanea rimarrà aperto dal martedì al sabato ore 10-13 / 16-20.

Informazioni:
Galleria “Clou – Circolo d’arte contemporanea” – P.za San Giovanni - Ragusa
Inaugurazione: 9 giugno 2012, ore 19.00
Titolo della mostra: “Prima Linea“
Curatrice: Cecilia Freschini
Periodo: 9 giugno – 13 luglio 2012
Apertura al pubblico: dal martedì al sabato ore 10-13 / 16-20
Ingresso: libero

TERMINI IMERESE, PRESENTAZIONE DELLE TRAGEDIE CLASSICHE DI SIRACUSA



“Il potere, la libertà, il sogno, nel Prometeo di Eschilo, nelle Baccanti di Euripide, negli Uccelli di Aristofane”. Promosso dall’Associazione SiciliAntica e dalla Fidapa, si terrà Martedì 5 Giugno 2012 alle Ore 17,00 al Grand Hotel delle Terme a Termini Imerese, la presentazione delle Tragedie e della Commedia in programma al Teatro Greco di Siracusa. Relatori saranno la prof.ssa Giuseppina Giardina, già docente di lettere e Orazio Aiello, docente di Lettere presso Liceo Scientifico di Termini Imerese. Introduzione a cura di Bianca Dentici, Presidente Fidapa Termini Imerese e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza regionale SiciliAntica. Damiano Giunta reciterà dei brani tratti dalle opere “Prometeo” e “Baccanti”.

mercoledì 30 maggio 2012

TERMINI IMERESE, A RISCHIO CROLLO IL BASTIONE DI CARLO V





Rischia il crollo il bastione delle cinquecentesche mura civiche di Carlo V. Sta per scomparire un altro pezzo del centro storico tra l’indifferenza di chi governa. A denunciarlo è l’Associazione SiciliAntica. Il manufatto si trova nella parte bassa della città, in un lembo dell’antica cinta muraria ancora integra e che meriterebbe di essere ripulita e valorizzata adeguatamente.
“Chiediamo un immediato intervento – dichiara Alfonso Lo Cascio della Presidenza Regionale di SiciliAntica - affinché una parte della memoria storica della città non sparisca tra il disinteresse totale di chi l’amministra. La parola tutela è un termine completamente sconosciuto a questa Giunta comunale, che non ha saputo elaborare un programma di manutenzione del patrimonio storico e monumentale: l’aspetto grottesco è che continua a riaffermare il grande impegno dell’amministrazione per lo sviluppo turistico. Tra poco quello che potremo offrire a improbabili visitatori sono solo rovine e degrado. Invece di distribuire soldi a gruppi e associazioni amiche per iniziative banali e insignificanti, li utilizzino per evitare che il nostro patrimonio culturale, come l’antica cortina muraria, scompaia del tutto”.
Le mura furono costruite durante il regno di Carlo V d’Asburgo (1516-1556) quando venne deciso l’ampliamento del perimetro murario di Termini Imerese che si inserisce nel quadro del potenziamento delle fortificazioni delle città costiere siciliane. Le nuove mura, che  cinsero il centro antico con una cortina muraria provvista di scarpa e rinforzata da bastioni angolari, fu edificata nel trentacinquennio 1556-1591. Il perimetro fortificato era lungo circa 3,8 km  e vi si aprivano inizialmente nove porte: di Palermo, di Girgenti(o di Caccamo), Euracea (o della Barratina odi Bellomo o Beddomu, corrotto in Beddoma oBaddoma), di Messina (o di Pescara, dal viceré Avalos di Pescara), del Caricatore, della Sanità(o Portonello della Legname o di Artese), della Marina (o della Dogana), della Pescheria e diS. Caterina (o di S. Giovanni o della Fossola). A queste fu aggiunta, nel 1636, la porta Erculea(o Felice). La costruzione del nuovo perimetro fortificato, sancì l’inizio della progressiva espansione dell’abitato sulle colline di S. Lucia e di S. Francesco di Paola, con la graduale saturazione degli spazi verdi. La costruzione delle nuove mura ebbe sul territorio un impatto geomorfologico particolarmente pesante, comportando una severa modificazione della fascia costiera. L’impatto maggiore fu prodotto dalla realizzazione ex novo, sotto la direzione d’Orazio del Nobile, nel 1587, del torrione nuovo (Torraczo o Torracchio) con la nascita di un promontorio artificiale. Molti corsi d’acqua furono attraversati e ne furono sbarrate le aree di testata; per la necessità di reperire i materiali di costruzione si incrementò l’attività estrattiva di materiali lapidei delle cave di Santa Lucia e di Patara (oggi contrada Santa Marina). Si ebbero lavori di rinterro e d’escavazione con conseguente variazione dell’assetto geomorfologico di gran parte della città. Nel contempo (1557-1580 c.), furono effettuati degli imponenti lavori che ampliarono l’area di pertinenza del Castello, dapprima limitata alla sola cima della rocca, con la costruzione di una nuova cinta bastionata e relativo fossato di difesa, che determinarono la demolizione di diversi quartieri.

martedì 22 maggio 2012

GIARRE, DIALOGHI CHE RACCONTANO L'ISOLA


AD ALTA VOCE  con Salvatore Scalia e Anna Castiglione Garozzo

Venerdì 25 maggio alle 18,30, lo scrittore giornalista Salvatore Scalia e la professoressa Anna Castiglione Garozzo, saranno a colloquio con Salvo Patanè e Mario Grasso nell'ambito del format culturale AD ALTA VOCE nella sede di Liberiecittadini a Giarre in Piazza Bonadies, 7.
Alle ore 18,00 sarà inaugurata la mostra di fotografia "Scorci di Sicilia" di Enzo Paparo a cura di Ombretta Di Bella.

giovedì 17 maggio 2012

PALERMO, IL DUOMO DI MONREALE ESEMPIO DI ARCHITETTURA MEDIEVALE




Quinta lezione del Corso di Storia dell’Arte Medievale organizzato dall’Associazione SiciliAntica in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo. L’incontro, che si terrà venerdì 18 maggio 2012 alle ore 16,30 presso il Centro Scolastico Altavilla in via Principe di Belmonte, 105 a Palermo, affronterà il tema Un monumento emblematico della Sicilia medievale: il Duomo di Monreale e sarà tenuto da Francesca Paola Massara, Docente di Arte e Iconografia Cristiana presso la Facoltà Teologica “S. Giovanni Evangelista” di Palermo. A coordinare l’incontro Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica. Il complesso monumentale di Monreale, l’ultima grande opera della dinastia normanna, ne rappresenta magistralmente la strategia politica e le scelte artistiche e “mediatiche”. Parallela al romanico europeo, l’arte normanna è elaborazione peculiare siciliana di modelli significativi, nei confronti dei quali si pone in maniera originale e propositiva. La relazione di Francesca Paola Massarasi propone di trattare il Duomo di Monreale all’interno del contesto culturale dell’età normanna, individuandone le coordinate architettoniche, le peculiarità stilistiche e le scelte iconografiche e simboliche. Utilizzando gli strumenti di lettura delle fonti, indagine degli studi e risultati degli scavi archeologici degli anni ’90, eseguiti proprio nel piazzale antistante il Portico, si opererà un’esegesi del monumento e dell’intero complesso benedettino, affrontandone la genesi e le sue motivazioni remote e prossime, le tappe di fondazione e la griglia delle complesse problematiche storico-artistiche.
Il Corso di Storia dell’Arte Medievale prevede undici lezioni e visite guidate ai castelli delle Madonie, ai castelli dell’Etna, ai castelli del messinese e al castello di Mussomeli. Alla fine del Corso verrà rilasciato agli iscritti un attestato dipartecipazione. Per informazioni: Tel.346.8241076. E-mail: palermo@siciliantica.it.
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Francesca Paola Massara, Archeologa, è docente di Archeologia Cristiana ed Arte ed Iconografia Cristiana presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia "S. Giovanni Ev." di Palermo, dove ricopre anche il ruolo di Direttore della Biblioteca. E’ Direttore del Museo Diocesano di Mazara del Vallo dal 13 giugno 2008. Ha in corso collaborazioni didattiche e scientifiche con la Cattedra di Storia dell'Arte Medievale e Bizantina della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Palermo. Ha partecipato a diverse campagne di scavo condotte dall’Università di Palermo e dalla Soprintendenza BB. CC., tra cui quella in località Pagliuzza(Caltavuturo - Pa); nell’area della Piccola Cuba(Palermo); nella Chiesa di S. Maria degli Agonizzanti (Monreale). Tra le sue pubblicazioni,La chiesa di Maria SS. degli Agonizzanti a Monreale. Indagini archeologiche e ricerche storiche (Ed. Sciascia, Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, Centro per lo Studio della Storia e della Cultura di Sicilia, Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo, Palermo 2006); insieme a V. Lombino, I volti della dea. Gnosi e simbolismo oltre il Codice da Vinci, (Umberto Polizzi Editore, Palermo 2007); il ridotto delcatalogo del Museo Diocesano di Mazara del Vallo (Mazara del Vallo 2009); voci tematiche neiTemi di Iconografia Paleocristiana (Ed. Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Città del Vaticano 2000) e numerosi altri saggi e contributi di archeologia e iconografia paleocristiana e medievale.

mercoledì 16 maggio 2012

TERMINI IMERESE, LA CITTA' SULLA ROCCIA



Alla scoperta di una città costruita sulla roccia.L’appuntamento è per domenica 20 maggio 2012 alle ore 9,30 in Piazza S. Antonio e la conclusione a Largo Impallaria nel quartiere Rocchicelle. Si tratta di una passeggiata per osservare gli affioramenti rocciosi su cui furono costruite le case del centro storico, seconda tappa di un progetto, lanciato dall’Associazione SiciliAntica, per conoscere Termini Imerese e permettere ad una comunità di riappropriarsi della propria memoria storica.
La visita, guidata dal geologo Antonio Contino, prevede una camminata attraverso diversi rioni costruiti direttamente su rocce compatte, che affiorano di frequente, non solo nelle strade, ma anche all’interno delle abitazioni.L’itinerario inizia da Piazza S. Antonio, prosegue poi per Via Vittorio Amedeo (e strade adiacenti), Via Marsala, Piazza S. Francesco, Via Bologna, Via Stesicoro, Cortile Arnone, Via Roma, Piazzetta Finocchiaro Aprile, Via Benincasa, Via Stenio, Via della Neve, Via S. Agata, Largo Impallaria.
Le scelte insediative che hanno portato alla nascita e successiva espansione ultramillenaria della città sono statefortemente condizionate dalle caratteristiche geologiche, che rendevano il sito particolarmente adatto per l’abitazione e la difesa. Dal punto di vista geomorfologico, Termini Imerese rientra nella tipologia degli abitati di altura e di versante, essendo in gran parte edificata attorno alla Rocca del Castello, un’alta rupe rocciosa prospiciente sul mare. Il sito era naturalmente fortificato e, per la sua collocazione, strategicamente importante per il controllo sia dell’ampio e lunato golfo che delle vie d’accesso ad un vasto e fertile entroterra agricolo e silvo-pastorale.
L’itinerario proposto puntualizza l’inscindibile connubio esistente, soprattutto in seno ad alcuni quartieri del centro storico, tra la roccia lapidea ed il sovrastante edificato urbano. La roccia diventa, quindi, un elemento fortemente caratterizzante del paesaggio urbano, con effetti talvolta particolarmente suggestivi. 
Tra i vari esempi che saranno tratteggiati, è emblematico quello del quartiere Rocchecelle (anticamente detto delle Balate), tra le chiese dell’Annunziata e di S. Orsola, uno dei più pittoreschi della cittadina. Qui, i banchi di roccia calcareo-dolomitica affiorano per parecchi metri o fanno capolino qua e là nei vicoli o alla base di edifici privati ed ecclesiastici. Lo stesso toponimo tardo-medievale diRocchecelle (‘piccole rocche’) deriva proprio da questa caratteristica peculiare. Anche il precedente toponimo medievale di Quartiere delle Balate (dall’arabo Balāt, “lastra di pietra”) non fa altro che alludere alle testate degli strati dolomitici e/o calcarei affioranti.
Queste ed altre peculiarità geologiche, presenti all’interno dell’abitato di Termini Imerese, sono da annoverare tra i beni culturali di pregio scientifico-ambientale, elementi di geodiversità che possono costituire una rilevante risorsa non solo culturale, ma anche socio-economica. La loro corretta tutela e valorizzazione, infatti, potrebbe fungere da volano per generare nuove attività economiche con importanti ricadute occupazionali.

martedì 15 maggio 2012

CATANIA, TORNA A FUNZIONARE L’OTTOCENTESCO OROLOGIO SOLARE DEL SACERDOTE SALVATORE FRANCO




  
Da ieri mattina, su una parete della corte del Palazzo Arcivescovile di Catania, dopo un oblìo durato ben 82 anni, è tornato a splendere e a funzionare il restaurato ottocentesco orologio solare di Salvatore Franco, il sacerdote-scienziato di Biancavilla (nacque nel paesino etneo nel 1868 e morì a Trieste nel 1934) autore tra l’altro del “Calendario Perpetuo”, un ingegnoso strumento premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, esposto, oggi, al Museo Diocesano di piazza Duomo).
A inaugurarlo, dopo mesi di paziente e certosina opera di restauro conservativo operato dal Laboratorio Conservazione Beni Culturali “Calvagna Restauri” di Aci Sant’Antonio, sotto l’attenta supervisione del geom. Michele Trobia, esperto di Gnomonica e progettista di meridiane e orologi solari, è stato l’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, davanti a un folto e qualificato pubblico di studiosi, astronomi e cultori di Gnomonica, semplici cittadini. A rappresentare il Cutgana, il coordinatore del Laboratorio Astronomico dell’Ecomuseo Natura e Scienza del Cutgana, prof. Giuseppe Sperlinga.
Il quadrante solare di Padre Salvatore Franco è stato realizzato tra il 1888 e il 1890 con il finanziamento di Monsignor Antonino Caff, Vescovo Ausiliare di Catania, quando Vescovo era il Cardinale Benedetto Dusmet. Esso riporta le ore vere del Meridiano di Catania e le curve a forma di otto, dette “lemniscate”, per calcolare il Tempo Medio Locale. Lo stilo era di tipo “polare”, cioè disposto in maniera parallela all’asse di rotazione della Terra. Nella parte superiore del quadrante solare è riportata, rigorosamente in latino, la frase “Horologium solarium catanensium adiunctis horarum lineis ad  medium panormitanum tempus” (Orologio solare catanese con l’aggiunta delle linee a tempo medio di Palermo), mentre in quella inferiore campeggia la scritta “Dies  nostri  quasi  umbra  super  terram  et nulla  est  mora. 1° paralip. XXIX, 15” (Come un’ombra sono i giorni nostri sulla Terra e non c’è speranza di ritardarla o fermarla. 1° libro dei paralipomeni paragrafo 29, versetto 15). E, ancora: “Si vis tempus viae ferreae heic horae panormi adiunge  min.  6’ 28’’ (Se vuoi il tempo delle ferrovie corrispondente al tempo di Palermo aggiungi 6 28’’). Quest'ultima dicitura va compresa se si pensa che, nella prima metà dell'800, ogni città aveva un proprio orario regolato sul proprio meridiano e ciò era sufficiente a regolare le attività delle singole comunità. Con l’avvento della Ferrovia emersero problemi di orari. Ciò perché quando era il mezzogiorno per una città non era il mezzogiorno per un’altra città posta a Est o a Ovest. In Italia, nel 1866, vi erano sei società ferroviarie (Torino, Verona, Firenze, Roma, Napoli e Palermo), ciascuna con una propria identità oraria che si riferiva alla stazione di origine. Era necessario ripensare, dunque, il sistema del tempo, soprattutto per le ferrovie che dovevano funzionare con regolarità e sicurezza. All’inizio, infatti, non esistevano che tronchi isolati e l’ora che regolava la loro attività era quella della città principale da cui partiva il tronco ferroviario. Diventando, però, la struttura più complessa, si formarono tante ore ferroviarie quante erano le città principali e nelle stazioni di passaggio da un tronco all’altro si passava dal regime di un’ora a quello di un’altra. Nel 1866, il giovane Regno d’Italia, capitale Firenze e capo del governo Bettino Ricasoli, con Regio Decreto del 22 Settembre 1866 n. 3224, adottò come ora legale per le province peninsulari l’ora del Meridiano di Roma, mentre per la Sardegna e la Sicilia fu adottata l’ora rispettivamente di Cagliari e Palermo. La prima ferrovia costruita in Sicilia riguardò la tratta Messina-Catania, nell’anno 1866.
Soltanto la Sicilia, per regolare i propri orari ferroviari mantenne il meridiano di Palermo fino al 1893. Nella nostra isola, infatti, si verificarono delle discordanze fra l’orario ferroviario, regolato secondo il meridiano di Palermo, e l’orario civile regolato secondo il meridiano di Catania. Il quadrante di Salvatore Franco si può collocare verosimilmente intorno agli anni dal 1888 al 1890 e, dunque, in perfetta sintonia con il sistema orario adottato in quel periodo.
   Ancora, va ricordato che padre Salvatore Franco progettò pure altri orologi solari, di cui due, di altissimo pregio e valore storico e didattico, si trovano ancora oggi su una parete dell’Istituto Villa Angela di San Giovanni la Punta, ma non più funzionanti per coperti da una orribile tettoia, che impedisce ai raggi solari di raggiungere i due quadranti.
I quadranti solari di Salvatore Franco meriterebbero di essere recuperati e riportati agli antichi splendori per essere onorati da quanti hanno a cuore questi strumenti che silenziosamente “insegnano tanto” e per onorare ancora di più un sacerdote, un uomo, che seppe onorare la sua Chiesa con questi “piccoli grandi strumenti” che costruiva con passione senza mai scordarsi, ricordandolo con le citazioni sugli orologi solari, di essere un uomo di Dio.
Franco mai nulla chiese e fu amato e benvoluto dal Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, Arcivescovo di Catania, oggi Beato, e dal suo Vicario Mons. Antonino Caff, che ne finanziava le opere. Anche il successore di Dusmet, il Cardinale Giuseppe Francica Nava, stimava Salvatore Franco e ne finanziò, nel 1900, il viaggio a Parigi per l’assegnazione della Medaglia d’oro.                                                                                                                                                                                                                                                        
    
  


lunedì 14 maggio 2012

"CATANIA A CAVALLO 2" IL 19 MAGGIO


CATANIA A CAVALLO 2 è l'iniziativa organizzata dall'Assessorato alla Cultura, dall'Assessorato all'ecologia del Comune di Catania e dall'Associazione " Vita - cultura e tradizioni "  guidata dal signor Carmelo Di Giacomo. E’ una festosa sfilata equestre per le vie più importanti di Catania. Partenza sabato 19 Maggio 2012 a partire dalle ore 9.00 con conclusione all'interno del Giardino Bellini alle ore 12. L'intento della manifestazione è duplice: da un lato si propone di valorizzare il cavallo anche come animale per il recupero dei portatori di handicap, dall'altro vuole attraversare la storia della nostra isola attraverso i colori dei carretti e delle carrozze siciliane. La carrellata equestre avrà inizio all'interno del porto di Catania con sosta nel piazzale antistante gli uffici dell’autorità portuale. Sarà lo stesso presidente dell’autorità portuale Santo Castiglione insieme a tutte le autorità ad accogliere e salutare la kermesse. Si proseguirà verso la statua del Sacro Cuore di Gesù  ove sarà posta una corona di alloro in segno di fede, di ricordo imperituro delle vittime del mare e di speranza per una civile convivenza fra i popoli del mondo; a seguire la benedizione sacerdotale. La sfilata proseguirà per la via Cardinale Dusmet e attraverso Porta Uzeda si snoderà fino a piazza Duomo dove il sindaco, Raffaele Stancanelli e le autorità comunali, saluteranno tutti i partecipanti. Infine percorsa la via Etnea Catania a Cavallo 2 percorrerà viale Regina Margherita e si inoltrerà all'interno del Giardino Bellini per fermarsi nel Piazzale delle Carrozze, presenti le autorità militari, civili ed ecclesiastiche. Presenzieranno il sindaco Raffaele Stancanelli ed il Presidente autorità portuali di Catania Santo Castiglione. Alle ore 12:00 circa è previsto il rientro al porto di Catania per il buffet in onore dei partecipanti a cavallo a cura dell'Autorità Portuale di Catania.                                                                                       

PATERNO', "IL SOLE CONTRO, MOSTRA DI LORENZO PACINI


Il sole contro
mostra personale di Lorenzo Pacini

Inaugurazione sabato 19 maggio ore 19,00
Artekò Galleriartekontemporanea
via E. Bellia, Paternò (Catania)

la mostra sarà visitabile fino al 19 giugno 2012
da lunedì a sabato 09,30-13,00/16,30-20,00

Catalogo a cura di Jean Blancheart
Prefazione di Philippe Daverio
Edizioni Oreste Genzini/Philippe Daverio



Il sole contro è il titolo della mostra che s’inaugurerà il 19 maggio presso la galleria Artekō di Paternò. Oggetto dell’esposizione sono le opere di Lorenzo Pacini, una giovane promessa del panorama artistico italiano, che è stato già recensito da critici importanti come Philippe Daverio. I suoi lavori altamente espressivi sono il frutto di una personalità poliedrica, che riesce a dominare  il colore e a manipolare la materia rendendola altra da sé. Il concettuale e l’iperrealismo costituiscono solo alcuni momenti, alcune fasi di un percorso creativo in continua evoluzione, dove pittura, scultura e grafica si alternano in un ritmo incalzante, che non ha fine. Lorenzo ama sperimentare e giocare con il mondo che lo circonda: il suo universo fatto di oggetti, persone, esperienze diventa una fonte inesauribile d’ispirazione. Le sue opere assumono vita propria e lo spettatore riesce quasi a toccare, a percepire chiaramente cosa sta guardando, che sia una carcassa di auto, un incidente, una donna malinconica, un angolo di strada, delle lavatrici, un uccellino che trova la sua dimensione dentro una ‘gabbia’ toracica… Tutto oscilla tra incanto e disincanto, tra realtà ed illusione, tra prosa e poesia e nulla è lasciato al caso: ogni soggetto  è pensato e descritto minuziosamente,  quasi a riecheggiare il tipico stile della pittura fiamminga. La mostra, pertanto, vuole essere un omaggio alle capacità di questo abile creativo, in grado di trasfigurare con ironia i gesti e le parole del quotidiano, traducendoli in titoli e opere altamente provocatori dal forte impatto emotivo e visivo. Il sole contro abbaglia, non fa vedere bene, ma voi entrate e visitate l’esposizione. Così le paroledell'artista:
“Il sole contro non ti fa vedere bene. Ti toglie il fiato per un momento. Allora ti fermi? Che ti dovrà mai succedere in quell’istante che non vedi bene? E se quell’istante durasse tanto da farti scoppiare il petto? Vado avanti. Non vedo. Volo. Con la mente. Con il cuore. Con ali di uccello esco e torno nella gabbia. Amore e arte si fondono in quella ruggine che rimarrà anche dopo di noi. Un cuore che scalda. Un volo che non fa rumore. Come un sonno, come un sogno, come una breve piccola morte”.

domenica 13 maggio 2012

CATANIA, IL CUTGANA ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE DEL MEDITERRANEO



Università degli studi di Catania sempre più protagonista nei rapporti con i Paesi del Mediterraneo. Grazie al Cutgana (centro interfacoltà dell’Ateneo diretto da Maria Carmela Failla), l’Università di Catania ha organizzato – insieme con l’Associazione delle memorie della terra di Tunisia, il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Tripoli e l’Ente fauna siciliana di Noto – la seconda “Conferenza internazionale della sostenibilità ambientale del Mediterraneo”.
Un meeting internazionale sull’ambiente del Mediterraneo che si è svolta nei giorni scorsi a Djerba in Tunisia e che ha richiamato i principali rappresentanti del settore delle Università italiane, francesi, tunisine e libiche.
A conclusione della conferenza è stato stilato un documento programmatico in cui sono state delineate le linee di azione che gli enti partecipanti dovranno realizzare. Tra queste l’attuazione di una rete stabile di contatti mirati a favorire lo scambio di informazioni e comunicazioni di carattere scientifico; l’instaurazione di una collaborazione per elaborare e sviluppare studi, ricerche e progetti di educazione ambientale nell’ambito del Mediterraneo da promuovere presso i cittadini e le organizzazioni internazionali al fine di ottenere sostegni finanziari e borse di studio.
Nel corso dei lavori è stato anche stabilito che nel 2013 la conferenza si terrà in Libia, mentre nel 2014 sarà ospitata in Sicilia.
A rappresentare l’Università di Catania l’esperto del Cutgana Pietro Pitruzzello, il quale ha presentato tre relazioni nel corso della conferenza. La prima relazione - illustrata dalla cofirmataria del lavoro nonché collaboratrice del Cutgana e presidente della sezione regionale dell’Associazione italiana Scienze ambientali, Elisa De Angelis – è stata incentrata sulle “Ipotesi di ripopolamento e bio-risanamento tramite l’uso di Spongia officinalis L. coltivata a Djerba (Tunisia) e reimpiantata nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale della Sicilia”.
Con la seconda relazione, cofirmata dal membro dell’Aisa, Gabriella D’Arrigo, Pitruzzello si è soffermato sulla “Proposta di un nuovo sistema di valutazione della qualità degli ambienti costieri nel bacino del Mediterraneo”.
Nella terza relazione – cofirmata dall’esperto del Cutgana Domenico Catalano – è stata affrontata la tematica delle “Osservazioni sulla presenza di Pseudothyone sculponea cherbonnier nei fondali marini della Sicilia Orientale ed ipotesi di una nuova Biocenosi dei detriti costieri”.
Presenti ai lavori, tra gli altri, Alfredo Petralia dell’Ente fauna siciliana, Fulvio Frisone del Dipartimento di Fisica dell’Università di Catania ed Abubaker Swelhi del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Tripoli, ente con cui il Cutgana intrattiene da anni rapporti di studio e ricerche e scambio di informazioni su tematiche ambientali.

venerdì 11 maggio 2012

BAGHERIA, IL PALAZZO BUTERA


Si terrà sabato 12 maggio presso Palazzo Butera in via Dammuselli a Bagheria, con inizio alle ore 16,30, la terza lezione del Seminario sulle Ville di Bagheria, organizzato dall’Associazione SiciliAntica, con il patrocinio del Comune di Bagheria. Dopo la presentazione di Maria Giammarresi, Presidente della sede SiciliAntica di Bagheria e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica, si terrà la conferenza dal titolo: “Villa Butera-Branciforte: storia ed evoluzione architettonica”. La relazione sarà tenuta dall’architetto Sabina Montana autrice del libro “O corte a Dio” - Prime architetture barocche a Bagheria: Villa Branciforti Butera. Il seminario prevede nove incontri che vanno dal fenomeno delle ville barocche nella Piana di Bagheria, all’edilizia minore, dal restauro del complesso monumentale all’arte esoterica a Palazzo Butera.
Alla fine del Corso verrà rilasciato agli iscritti un attestato dipartecipazione. Per informazioni e iscrizioni:SiciliAntica, tel. 339.4121267- Email:bagheria@siciliantica.it.

Il dignitoso ritiro dalla capitale dell’isola del principe Giuseppe Branciforte, stanco di cortigianerie, da il via, a partire dalla seconda metà del XVII secolo e nel corso di tutto il Settecento, alla costruzione, da parte della primissima aristocrazia isolana, di tante Ville e Casene nella piana della Bagaria. SiciliAntica inizia quest’anno un articolato percorso di studio di tali complessi dal grande valore architettonico e artistico. Ogni anno un seminario sarà dedicato ad una Villa diversa: si analizzerà l’origine, la trasformazione, gli abbandoni ed il restauro di questo interessante patrimonio, per approfondire nel corso del tempo tutti i manufatti presenti nel territorio. Si inizia proprio dal complesso monumentale della Villa/Palazzo del Branciforte, principe di Butera, con cui nacque il mito, non ancora adeguatamente valorizzato, della “Bagheria, città delle Ville”.

giovedì 10 maggio 2012

CATANIA, "C'ERA UNA VOLTA UN CANCRO", QUINDICI STORIE DI DONNE.



“C’è ancora grande paura e resistenza a parlare dei tumori, per questo ho deciso di dare il mio contributo e sono contento che anche il Salone Internazionale del Libro di Torino dia spazio a una materia così importante”. Parola di Gabriele Muccino che ha realizzato, in esclusiva per l’Associazione Libreria dell’Anima, un filmato, dal titolo “Tre donne”, in cui
tre protagoniste, malate di cancro, raccontano il loro percorso verso la guarigione.
Il filmato di Gabriele Muccino sarà proiettato, in occasione della presentazione del libro
“C’ERA UNA VOLTA UN CANCRO” edito da Armando editore, l’11 maggio 2012 alle ore 18,00 al Marella Ferrera Museum & Fashion, via Museo Biscari, 16 a Catania,.
Quindici storie di donne che hanno fatto a pugni con la malattia. E hanno vinto. “C’era una volta un cancro” è un libro fotografico, curato da Maria Rosaria De Luca e Danila Lostumbo, che contiene quindici ritratti di donne, in bianco e nero, realizzati dal fotografo CLAUDIO PORCARELLI. Ogni ritratto è raccontato da quindici giornaliste, che con grande
entusiasmo, hanno accettato di narrare la storia di queste donne che hanno rivoluzionario in positivo la loro vita, divenendo oggi esempio, forza e motivo di speranza per tante altre che ancora stanno seguendo un percorso di cura. Sono storie vere, drammatiche ma raccontate con leggerezza. Queste quindici donne hanno in comune una particolarità: si sono ammalate di cancro e ne sono guarite. Si considerano fortunate e vogliono mandare un messaggio di fiducia e di speranza a coloro che ancora si trovano a confrontarsi con la malattia. Questo libro vuole essere anche un veicolo diverso ma ugualmente valido per educare ogni donna
alla prevenzione: anni di studio hanno dimostrato che la diagnosi precoce rappresenta l’arma più efficace nella lotta contro il tumore. L’intero ricavato della vendita sarà devoluto all’Associazione Culturale Libreria dell’Anima, fondata da Maria Rosaria de Luca che da anni è impegnata nella comunicazione per la lotta contro il cancro e in iniziative volte
all’umanizzazione degli ospedali, realizzando Le Librerie dell’Anima.
Alla presentazione interverranno  Roberta Andrioli Stagno, psicoterapeuta del Ministero della Salute; Francesco Ferraù oncologo dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina; . Marco Moraci,  specialista in Chirurgia Plastica-ricostruttiva e ricercatore presso il Dipartimento di Bioscienze della Seconda Università di Napoli e Maria Rosaria De Luca,  autrice del libro e fondatrice dell’Associazione Libreria dell’Anima. A moderare l’incontro, la giornalista Roberta Lunghi.

PALERMO, CASTELLI MEDIEVALI DI SICILIA



Quarta lezione del Corso di Storia dell’Arte Medievale organizzato dall’Associazione SiciliAntica in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo. L’incontro, che si terrà venerdì 11 maggio 2012 alle ore 16,30 presso il Centro Scolastico Altavilla in via Principe di Belmonte, 105 a Palermo, affronterà il tema Castelli medievali in Sicilia e sarà tenuto da Ferdinando Maurici, Direttore del Parco Archeologico di Monte Jato. A coordinare l’incontro Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica. Il Corso di Storia dell’Arte Medievale prevede undici lezioni e visite guidate ai castelli delle Madonie, ai castelli dell’Etna, ai castelli del messinese e al castello di Mussomeli. Alla fine del Corso verrà rilasciato agli iscritti un attestato di partecipazione. Per informazioni: Tel. 346.8241076. E-mail: palermo@siciliantica.it.
Il Corso sulla Storia dell’Arte Medievale in Sicilia organizzato da SiciliAntica vuole indagare un settore di studio ricco e estremamente variegato. Le lezioni, svolte da diversi studiosi, metteranno in luce  alcuni  importanti aspetti dell’arte e della società medievale. Verranno infatti  affrontate  problematiche relative ai rapporti tra Chiesa e Stato in età normanna, alla presenza e al significato dei magnifici monumenti-simbolo per eccellenza della dinastia normanna,  alla frequentazione e in molti casi alla realizzazione di chiese rupestri, luoghi  di culto equiparabili in tutto agli edifici sub divo, alla esistenza dei castelli in diverse zone della Sicilia. Saranno inoltre trattati  temi molto interessanti e particolari riguardanti la produzione dei codici medievali, l’estetica medievale, la liturgia, l’urbanistica, l’alimentazione.



sabato 5 maggio 2012

CALTAGIRONE, IL BORGO DEGLI ARTISTI





Caltagirone, insieme a Palizzi (RC), è uno dei Comnuni coinvolti nel progetto (importo totale 215 mila euro)del Comune di Modica “Borgo degli artisti” che, finalizzato alla promozione della creatività giovanile, è stato finanziato dall'Anci e partirà a giugno 2012 per concludersi alla fine del 2013. Esso si propone, fra l'altro, l'istituzione di un laboratorio permanente dedicato alla ricerca e allo sviluppo di forme d'arte innovative, con la mobilità e lo scambio di esperienze nel campo della produzione artistica e della progettazione di eventi culturali urbani. In particolare, gli artisti “made in Caltagirone” saranno chiamati a partecipare agli eventi e a trasferire le proprie conoscenze, puntando innanzitutto a far ulteriore conoscere e apprezzare la propria maestria nel settore ceramico.                                                                               
“Si tratta di un'importante opportunità per i nostri giovani artisti – afferma l'assessore comunale alle Politiche giovanili, Francesco Alparone -, nel segno dello scambio di esperienze e di risorse umane significativo per rappresentare al meglio la nostra cultura artistica”.