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lunedì 14 maggio 2012

CATANIA, LA DESTRA A SOSTEGNO DEI TEATRI


Premesso che il teatro Stabile di Catania e il teatro Massimo Bellini sono le principali istituzioni culturali della provincia di Catania, conosciute nel mondo intero;

Considerato che l’Ente Provincia è componente dei consigli di Amministrazione dei due enti;

Appreso che il Comune di Catania è debitore di circa 1 milione di euro nei confronti del Teatro Stabile e diversi milioni di euro nei confronti del Teatro Massimo Bellini;

Preso atto che La Provincia ha aumentato il proprio stanziamento (contributo) nei confronti del teatro Stabile da 500.000,00 a 560.000,00 euro;

Rilevato che la Regione Siciliana ha decurtato i contributi a favore delle due Istituzioni Culturali, con tagli pari al 30% in meno del contributo dell’anno precedente, a stagione avanzata e con impegni già assunti;

IL CONSIGLIO PROVINCIALE
Manifesta preoccupazione:
 per la sicurezza economica dei circa 600 tra dipendenti  e altri lavoratori vari;
Più in generale per lo stato della Cultura nella nostra terra.

IMPEGNA L’AMINISTRAZIONE PROVINCIALE

Ad  intervenire presso il Governo Regionale per scongiurare quersto ennesimo atto di violenza nei confronti della Cultura e del Teatro Siciliano.
                                                                                                     

                                                          I Consiglieri provinciali de La Destra - con Nello Musumeci
                                                                                       Enzo D’Agata
                                                                                       Gaetano Distefano
                                                                                       Giuseppe Mistretta



"UNA SOCIETA' SENZA CULTURA E' UNA SOCIETA' SENZA FUTURO".

venerdì 27 aprile 2012

CATANIA, BRAVI I CONSIGLIERI DE LA DESTRA

"In tempo di critica costante ai rappresentanti delle istituzioni, fa molto piacere che la classifica pubblicata sull'attivita' dei consiglieri provinciali, veda tutti e tre i rappresentanti de La Destra ai primi posti tanto per le presenze in aula quanto per la partecipazione alle votazioni. A nome del partito voglio per tale ragione ringraziare i consiglieri Enzo D'Agata, Gaetano Distefano e Giuseppe Mistretta". Lo ha dichiarato il commissario provinciale de La Destra di Catania, Enrico Trantino, commentando i dati diffusi dalla stampa locale sulle presenze al consiglio provinciale etneo.

BIANCO:" LOMBARDO SI DIMETTA"

"L'’azione di questo governo regionale è finalmente giunta al tramonto. La seria vicenda giudiziaria del presidente della Regione, assai più seria di quanto ha voluto far credere, una innaturale alleanza politica e adesso anche l’impugnativa della Finanziaria regionale da parte del Commissario dello Stato mettono la parola fine a una legislatura che, eccetto pochissime cose, non ha prodotto nulla di rilevante per la nostra regione. Anzi, la situazione siciliana è drammaticamente peggiorata". E' quanto afferma il senatore del PD Enzo Bianco. "E’ inutile continuare a tergiversare e mettere in campo inutili tentativi di prendere tempo rispetto alle decisioni dei giudici - aggiunge Bianco -. Lombardo si dimetta immediatamente per il bene della Sicilia. Questa stagione si chiude male e sarebbe stato meglio chiuderla molto prima. Adesso bisogna voltare subito pagina, cercare alleanze politiche che non tradiscano la nostra storia, scegliere uomini coerenti, costruire un progetto valido per sollevare la nostra regione dal baratro in cui sta continuando a sprofondare. Non c’è più tempo e non ci sono più alibi".

mercoledì 25 aprile 2012

PALERMO, CANDIDATI ASSESSORI ALLA CULTURA A CONFRONTO


SiciliAntica, Associazione a carattere regionale che si occupa di tutela e valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali promuove, in vista delle prossime elezioni amministrative, un dibattito intorno ai temi culturali della città, con un confronto con i possibili assessori alla cultura nella prossima Amministrazione Comunale.
L’incontro che avrà per titolo “La cultura e i suoi beni, futuro e progetti per Palermo” si terrà giovedì 26 aprile 2012 alle ore 17,00 presso i locali dell’Istituto Padre Messina al Foro Italico a Palermo.
Saranno presenti: Sergio Alessandro (Candidato a Sindaco Massimo Costa), Alice Anselmo (Candidato a Sindaco Tommaso Dragotto), Ignazio Buttitta, (Candidato a Sindaco Fabrizio Ferrandelli), Francesco Giambrone (Candidato a Sindaco Leoluca Orlando), Loredana Mannina (Candidato a Sindaco Riccardo Nuti), Giuseppe Provenzale (Candidato a Sindaco Gioacchino Basile), Tommaso Romano (Candidato a Sindaco Marianna Caronia), Sebastiano Tusa (Candidato a Sindaco Alessandro Aricò). Coordinerà l’incontro Alfonso Lo Cascio della Presidenza Regionale di SiciliAntica. Per informazioni Tel. 346.8241076Email: palermo@siciliantica.it.

venerdì 13 aprile 2012

ACI CATENA, FRANCESCO STORACE APRE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Domenica 15 Aprile il Senatore Francesco Storace, Segretario Nazionale del Partito, dopo una breve visita in sede in via Vittorio Emanuele 51, unitamente al Candidato Sindaco Nello Oliveri, all'avv.Enrico  Trantino, al Consigliere Provinciale Enzo D'Agata e al Segretario Regionale on.Gino  Ioppolo - aprirà la Campagna Elettorale in Acicatena alle ore 19,00 in Piano Umberto.

martedì 3 aprile 2012

ENZO BIANCO: "IL PD DEVE ESSERE COERENTE"

«Il segretario Lupo ha fatto bene a convocare la direzione regionale del partito. Siamo un partito politico e se un partito non si riunisce di fronte a una vicenda così grave non si vede di fronte a cosa dovrebbe riunirsi». E’ quanto affermato dal senatore Enzo Bianco alla direzione regionale del partito Democratico a Palermo. Bianco, nel suo intervento, ha detto di trovarsi d’accordo con la relazione del segretario Lupo e ha proposto che «questa direzione , approvando i contenuti della relazione, dia mandato al segretario per perseguire le determinazioni indicate nella relazione».  
«Sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente della Regione credo che abbiamo il dovere di essere coerenti – ha detto Bianco -. Il 15 luglio dell'anno scorso il PD ha presentato alla Camera dei Deputati una mozione (primo firmatario l'onorevole Franceschini, secondo firmatario l'onorevole Bersani) di sfiducia individuale al ministro dell'Agricoltura Saverio Romano, per il quale la procura di Palermo aveva formulato l’imputazione coatta di concorso esterno in associazione mafiosa. La mozione non passò per pochissimi voti, ma noi fummo coerenti con la nostra storia. Oggi siamo in una situazione sostanzialmente analoga che vede Lombardo tra qualche giorno formalmente imputato per un reato altrettanto grave. Il Pd deve dissociare la sua storia da questa vicenda. Siamo in campagna elettorale e dobbiamo raccontare ai nostri elettori che siamo sempre coerenti e che rispetto a chi è colpito da accuse talmente gravi, sia che sia nostro avversario sia che non lo sia, non possiamo che trarne le conseguenze».
«C’è da fare poi una considerazione di carattere politico, lasciando da parte gli aspetti giudiziari – ha proseguito Bianco -. Le questioni scritte nell'ordinanza del gip, secondo quanto si è appreso dai giornali, sono fatti politicamente gravissimi. E noi, il Pd, non c'entriamo niente con chi per molti anni, lo dicono i magistrati, ha frequentato con troppa imprudenza e troppa intimità importanti esponenti di clan mafiosi. La Sicilia di tutto ha bisogno in questo momento, tranne di un presidente della Regione che non ci  rappresenta. Troviamo anche sintomatico che ministri della Repubblica evitino di venire a Palermo. Significa che in queste condizioni la Sicilia è messa ai margini».
«Nella direzione di oggi – ha proseguito Bianco - avrei voluto sentire persone che su questo argomento la pensano diversamente. Avrei voluto ascoltare le opinioni di Lumia e di Cracolici. Nel PD ci si confronta anche se si hanno opinioni differenti. Capisco il loro imbarazzo in questo momento, ma francamente hanno sbagliato a non venire. Le decisioni politiche però non può assumerle il gruppo all'Assemblea regionale, ma devono assumerle gli organismi del partito, come ha detto Bersani e oggi anche la capogruppo al Senato Finocchiaro. E' un compito che spetta alla direzione del partito. Sono perfettamente d'accordo con loro – ha concluso Bianco -. Questo è il nostro dovere».
 
 

martedì 20 marzo 2012

PALERMO, BIANCO: "FERRANDELI RAPPRESENTA LA MINORANZA"

"Per vincere le amministrative a Palermo ci vuole un vero e proprio colpo d'ala. Bisogna lavorare tutti insieme per trovare il candidato che rappresenti tutte le componenti - afferma il senatore del Pd Enzo Bianco-. Sappiamo tutti che in questi mesi la discriminante nel nostro schieramento politico é stata tra chi ha sostenuto il governo Lombardo e chi si è opposto a questo sostegno. È ora di accantonare, fino alle elezioni amministrative, questa distinzione. Si trovi un candidato di prestigio condiviso da tutti, come chiedono non solo molti esponenti politici, ma anche una larghissima parte della società civile e da ultimo anche il capo redattore di Repubblica di Palermo in un fondo. E' vero che Ferrandelli ha vinto le primarie ma é altrettanto vero che la sua figura, come i risultati delle primarie dimostrano, rappresenta una parte minoritaria degli elettori del centrosinistra".
"Il rischio di non riconquistare Palermo - conclude Bianco - è troppo alto. Ed è invece una opportunità che il centrosinistra non può non cogliere dopo dieci anni di sfascio della gestione Cammarata e di centrodestra. Serve uno sforzo di generosità da parte di tutti e occorre fantasia e capacità per uscire da questa difficile fase politica”.

 

lunedì 5 marzo 2012

BIANCO: ACCORDO TRASVERSALE PER AFFRONTARE LA CRISI IN SICILIA


CRISI SICILIA, DA 27 DEPUTATI E SENATORI IMPEGNO BIPARTISAN PER "PACCHETTO SICILIA" DA PRESENTARE AL PRESIDENTE MONTI
 
Trasporti, credito, incentivi agli investimenti, agricoltura, beni e attività culturali, accise. Sono questi i temi principali del “Pacchetto Sicilia” su cui già 27 parlamentari siciliani di Camera e Senato di tutti gli schieramenti politici chiedono con forza un incontro al presidente del Consiglio Mario Monti, per dare risposte concrete e veloci a una crisi e a un disagio che vanno affrontati senza indugi per rilanciare la Sicilia. Una risposta che la politica vuole dare alle richieste espresse dalla manifestazione di associazioni di categoria e sindacali, il 1° marzo a Palermo.
Si tratta di una prima iniziativa, promossa dal senatore del PD Enzo Bianco, a cui hanno già aderito i senatori Nino Strano (Fli), Giuseppe Palumbo, Pino Firrarello, Domenico Nania (Pdl), Giampiero D'Alia (Udc),  Nino Papania, Mirello Crisafulli,  Benedetto Adragna (Pd), Carlo Vizzini (Psi), Giovanni Pistorio (Mpa), i deputati Basilio Catanoso, Enzo Gibiino, Vincenzo Garofalo, Salvo Torrisi, Alessandro Pagano, Enrico La Loggia (Pdl), Marco Causi, Marilena Samperi (Pd), Fabio Granata, Carmelo Briguglio (Fli), Gianfranco Micciché, Giuseppe Fallica (Grande Sud), Fabio Giambrone, Ignazio Messina (Idv) e l'eurodeputato Giovanni La Via (Pdl). Una decina di questo numeroso gruppo si sono riuniti stamattina a Catania per concordare le azioni da fare, dandosi appuntamento insieme con gli altri che vorranno aggiungersi, a Roma, già da domani e poi ogni settimana.

«Scriveremo subito al presidente del Consiglio – ha spiegato il senatore Enzo Bianco - per chiedere un incontro e aprire con lui un dialogo serrato affinché si diano risposte concrete alla crisi che sta vivendo la Sicilia Sui temi che abbiamo individuato chiederemo di avere un interlocutore costante all'interno del governo per mettere a punto, tutti insieme nell'interesse della Sicilia e al di là delle appartenenze, dei provvedimenti rapidi ed efficaci, anche tramite emendamenti condivisi da presentare già al disegno di legge sulle liberalizzazioni in discussione in questi giorni. E' il momento di essere uniti e compatti, seppure mantenendo ognuno la sua appartenenza politica. Così non potremo non essere ascoltati». 
Tra i punti nodali sul tappeto innanzitutto i trasporti. Da quelli aerei, dove l'acquisizione da parte di Alitalia di WindJet e Blu Express rischia di penalizzare i viaggiatori siciliani, al costo eccessivo dei traghetti sino alle ferrovie, settore in cui le Fs hanno abbandonato la Sicilia mentre investono in modo massiccio sulla Roma-Milano. Poi le banche e la necessità di abbassare il costo del denaro per imprenditori e cittadini siciliani; ancora, il credito d'imposta come strumento fondamentale per incentivare gli investimenti. Quindi l'agricoltura e la necessità di valorizzare e tutelare agrumi e primizie siciliani, punto su cui sarà importante il contributo che potrà dare l'europarlamentare La Via, relatore al Parlamento europeo della legge generale di bilancio. Quindi le accise, la tutela delle società che lavorano con le pubbliche amministrazioni. Atre tematiche discusse durante la riunione di stamattina, i beni e le attività culturali: fondazioni e teatri, spesso agonizzanti come a Catania e Palermo, vanno sostenuti, occorre rafforzare le film commission, per esempio a Catania, per fare far crescere il settore cinematografico. E verificare come lo Stato possa sostenere Taormina Arte, per evitare assolutamente che scompaia.

Portare avanti un “pacchetto Sicilia” con una azione unitaria e bipartisan, hanno ribadito i parlamentari, sarà più efficace. Una cosa che fino a qualche mese fa, in un clima politico litigioso, non sarebbe stata possibile ma che oggi è necessaria sia perché dalla Regione non arrivano risposte positive sia perché il disagio espresso dalla gente come nel caso della protesta dei forconi o dalle associazioni di categoria nei giorni scorsi a Palermo è reale.
L’augurio dei parlamentari è che già domani si riesca a fare una riunione con tutti i deputati e i senatori che hanno già aderito o che aderiranno all'iniziativa e che in settimana si possa incontrare Monti. 
 
 
 
 
 

martedì 21 febbraio 2012

ENNA, LA PORTA "AL CONGRESSO DEL PDL I PROBLEMI DEL TERRITORIO"

In vista del prossimo congresso provinciale del Popolo della Libertà che si celebrerà domenica a Enna, il consigliere Salvo La Porta ha dichiarato: “ Non so cosa , non so come si sia proceduto al tesseramento nelle altre province; certamente ad Enna il metodo utilizzato per il tesseramento è stato estremamente corretto e le polemiche che possono avere colpito altre realtà non ci scalfiscono neppure. Domenica andremo a discutere delle cose che riguardano il partito, ma non solo di quello. Perché non dobbiamo dimenticare che il partito esiste soltanto se e quanto è radicato in maniera seria nel territorio ed è capace di interpretarne le istanze e le esigenze.  Non sarà dunque una questione di organigramma; si dovrà necessariamente parlare di fatti che mettono in discussione la sopravvivenza della nostra comunità. La paventata abolizione della Provincia , l’indiscriminato commissariamento di quasi tutti gli enti territoriali , la nefasta possibilità di chiusura del tribunale di Nicosia , l’inqualificabile chiusura dei punti nascita che mortifica il diritto alla salute dei cittadini, frustrando le attese e le aspettative di quanti credono che si possa godere di un servizio migliore e rischiando di abbandonare alle ortiche realtà ospedaliere di nuovissima costruzione, realizzate con i soldi dei contribuenti;  questi ed altri temi dovranno focalizzare l’attenzione, dei giovani,delle donne e degli uomini del centrodestra. In ultimo prendendo in prestito una dichiarazione dell’onorevole Formigoni  ribadisco che bisogna riservare maggiore attenzione  alle “ liste civiche” che non devono nascere necessariamente in sostituzione del PDL, ma per affiancarlo. Non si tratta di rinunciare ad un simbolo che ha ottenuto qualcosa come il 35 per cento dei consensi ma di fare un passo indietro nell’interesse della nostra comunità e nel tentativo di dare voce a chi senza la nostra presenza rischierebbe di diventare vittima di intrallazzi e di compromessi dell’ultimo momento”.  

venerdì 27 gennaio 2012

UNA SFIDA RIFORMISTA PER GLI ENTI LOCALI


Una sfida riformista per gli enti localiSabato 28 gennaio, ore 10, Le Ciminiere, Catania

Il ruolo storico del riformisti nel nostro Paese, la sfida per la governance degli enti locali, la buona  amministrazione che parte dai territori per superare la crisi. Questi alcuni dei temi della manifestazione "Una sfida riformista per gli enti locali", organizzata dall'associazione Gaetano Salvemini per sabato 28 gennaio, dalle ore 10, alle Ciminiere di Catania.
Interverranno Arturo Bianco (già presidente di Anci Sicilia), Franco Garufi (coordinatore dipartimento Mezzogiorno della CGIL), Ubaldo Giurato (avvocato), Salvo Scrofani (ordinario di Geografia Urbana alla Facoltà di Economia). Concluderà i lavori Enzo Bianco, presidente nazionale Liberal PD.
Presiederà i lavori Paolo Mangione, responsabile dell'associazione Gaetano Salvemini e coordinatore provinciale dei Liberal PD.

giovedì 12 gennaio 2012

SAN GREGORIO, GIUNTA AZZERATA

Il Sindaco di San Gregorio di Catania, Remo Palermo, dopo oltre tre anni dall’inizio della sua sindacatura, con propria determina sindacale, la numero 7 del 11 Gennaio 2012, ha revocato tutti i componenti della giunta comunale: Vincenzo Catalano (deleghe: politiche sociali, famiglia e servizi alla persona, politiche della terza età, cooperazione, rapporti con le associazioni di volontariato e gestione del centro diurno), Gabriella Greco (deleghe: politiche della scuola, politiche culturali, biblioteca, pari opportunità, edilizia scolastica, servizi demografici, lavori pubblici e sistemi informatici), Agatino Reitano (deleghe: urbanistica, catasto, politiche energetiche, patrimonio, beni confiscati alla mafia, politiche comunitarie, nazionali e regionali), Francesco Sartori (deleghe: bilancio, finanze e tributi, programmazione finanziaria, sviluppo economico e mercato, commercio, politiche fiscali, rapporti con il consiglio comunale), Paolo Schilirò (deleghe servizi cimiteriali, manutenzione pubblica ed illuminazione, cantieri di lavoro, manutenzione edifici pubblici, manutenzione verde pubblico, ecologia ed ambiente, sport, attuazione statuto comunale); Gianfranco Todaro (turismo, spettacolo, arredo urbano, autoparco, tempo libero, politiche giovanili, formazione professionale e politiche attive del lavoro e consulta dei giovani), “nella volontà– come si legge nella determina - di dover ottimizzare i risultati raggiunti prima della fine della legislatura, di intensificare il programma elettorale ed anche valutare le refluenze della nuova legge regionale sulla composizione della giunta comunale”.  Il Sindaco Palermo motiva la suddetta scelta con le seguenti dichiarazioni: “Ho ritenuto opportuno sottoporre a valutazione l’intera attività sin qui svolta dai componenti dell’esecutivo anche attraverso un totale o parziale rinnovamento degli assessori che possa condurre ad un’azione di governo programmata e che possa essere collaudata fino alla fine della sindacatura: tenendo conto della esperienza maturata e delle professionalità espresse. Riformulo l’invito alle forze politiche che sostengono la mia Amministrazione ed alle altre affinché si possa lavorare con rinnovata  energia nell’interesse della cittadinanza per realizzare e completare gli obbiettivi del programma politico amministrativo”. 

martedì 10 gennaio 2012

IL PD AL REFERENDUM, SI' O NO AL GOVERNO LOMBARDO

«Avere stabilito la data del referendum è un risultato importante. Il tempo a disposizione per predisporre la macchina referendaria non è molto, ma il mio auspicio è che tutte le realtà provinciali del PD lavorino con impegno per consentire l'affluenza di decine di migliaia di elettori del PD alla consultazione. Per favorire la partecipazione si allestiscano gazebo nelle piazze di tutti i comuni siciliani, con modalità che possano garantire da “infiltrazioni" di elettori di altre forze politiche, sia che oggi siano all'opposzione sia che sostengano il governo regionale». E’ quanto afferma il senatore e presidente dei Liberal PD, Enzo Bianco. 
«Il 12 febbraio arriverà presto – aggiunge Bianco - e un successo del “no” al quesito sul sostegno al governo Lombardo non potrà che comportare il ritiro immediato dell’appoggio del PD a un governo guidato da chi non riesce a dare risposte soddisfacenti ai bisogni della Sicilia e continua a fare politica in modo clientelare, una pratica non compatibile con i valori del Partito Democratico. Nei prossimi giorni – conclude Bianco - riuniremo i promotori del referendum, cominciando da Catania, questo sabato».


lunedì 21 novembre 2011

BIANCO, MUSUMECI E LA "PRIMAVERA" DI CATANIA.


Fra Palermo e Catania i problemi sono spesso simili. E come Palermo, negli anni passati anche il capoluogo etneo ha conosciuto una stagione di speranza, in cui pareva che la città si fosse svegliata da un torpore che forse è nel Dna della Sicilia o che, più probabilmente, è l’effetto di sciagurate politiche ultradecennali tese a mortificare i maggiori centri urbani dell’Isola. Fra i problemi più gravi che Catania dovette affrontare agli inizi degli anni Novanta c’era in primis l’emergenza mafia, con oltre cento morti ammazzati l’anno e i colossi dell’edilizia in frantumi. Per migliaia di operai, l’incubo della disoccupazione e di un futuro incerto, così come drammatica era la condizione del centro storico catanese, mentre in periferia il degrado e la mancanza di servizi erano all’ordine del giorno. Per i giovani non soltanto mancavano prospettive, ma anche i luoghi di aggregazione lasciavano a desiderare e il megacentro Le Ciminiere era ancora chiuso e soggetto alle scorribande di vandali e tossicodipendenti.
In questo panorama desolato e desolante la politica era assente, o meglio, era ben presente con il suo bagaglio di clientele, promesse, voti comprati e con la cappa di una partitocrazia asfissiante. Praticamente, quello che si vive oggi in Sicilia, con parrucconi che fingono di amministrare le istituzioni per il bene dei cittadini, ma che in realtà coltivano solamente ed esclusivamente i propri orticelli, fautori spesso, troppo spesso, di alleanze e connivenze indegne per chi dovrebbe lavorare al servizio della propria comunità.
Eppure, proprio dalla politica e dalla spinta di una città stanca, ma fiera della propria storia e della propria dignità, è partito il cambiamento che trasformò Catania. È così, è bastato un decennio per capovolgere un’immagine di devastante degrado e trasformarla in un modello vincente nell’immaginario collettivo: due uomini, Enzo Bianco e Nello Musumeci, così diversi e così simili, in competizione tra di loro, rispettivamente, alla guida del Comune e della Provincia.
Con loro la città etnea ha conosciuto una seconda giovinezza. Con loro è nata la Primavera di Catania. L’omonimo libro del giornalista Carlo Lo Re, intitolato, appunto, La primavera di Catania e pubblicato da Bonanno Editore (pagg. 163, 13 euro), mette in luce una stagione di sogni e di profondi cambiamenti, che ha avuto come protagonisti Enzo Bianco e Nello Musumeci, due amministratori di sponde ideologiche e politiche opposte, alla guida rispettivamente del Comune e della Provincia catanese.
Enzo Bianco, già dirigente del Partito Repubblicano Italiano fino al 1984 e poi con il movimento referendario guidato da Mario Segni, è stato successivamente fra i leader della Margherita ed ora è un esponente di punta, ma dalle idee controcorrente, del Partito democratico.
Nello Musumeci, entrato in politica a quindici anni nella Giovane Italia e poi giovanissimo dirigente del Msi, Movimento sociale italiano, è stato deputato al parlamento europeo per Alleanza nazionale e, dopo le svolte e le svoltine del partito guidato da Fini, abbandona per protesta il centrodestra alle elezioni regionali del 2006, quando An appoggiò la ricandidatura di Totò Cuffaro a presidente della Regione. È attualmente vicesegretario nazionale de “La Destra”, di cui è stato uno dei fondatori.
“Questo libro – sottolinea Carlo Lo Re – è scritto sul filo della memoria, anche e soprattutto altrui e non ha la pretesa di rappresentare un’analisi sociopolitica degli anni trattati. L’idea mi è banalmente venuta, constatando insieme ad alcuni amici e colleghi giornalisti lo stato di Catania negli ultimi cinque anni almeno. E così, è emerso il desiderio di ragionare su una stagione assai positiva, vissuta dalla città e dalla sua provincia negli anni novanta: la cosiddetta “Primavera catanese”, come l’hanno battezzata i giornalisti”.
“Ho voluto raccontare – aggiunge Lo Re – il periodo di emersione dagli anni bui degli attentati mafiosi e di rinascita della società etnea e del suo tradizionale spirito d’impresa. Sostanzialmente, il periodo che va dal 1993 al 2003: un decennio in cui Catania ha mutato volto, mostrando a tutti che cambiare è sempre possibile; una decina d’anni in cui due uomini, Enzo Bianco e nello Musumeci, hanno dato fondo a tutte le loro energie per trasformare quella realtà, al di là della propria provenienza politica”.
Carlo Lo Re (Catania, 1968), giornalista e saggista, è esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d’Italia e d’Europa, vive nel capoluogo etneo, dove si occupa di economia e comunicazione. Ha pubblicato La destra eversiva (Solfanelli, Chieti, 1994), La strategia della tensione in Italia e in Europa (Edizioni Associate, Roma, 1998), La questione nord-irlandese (Pellicani, Roma, 2000), L’Intelligence americana (insieme ad Alberto Castelvecchi e Francesco Zardo, Cooper & Castelvecchi, Roma, 2002), Dies Iraq (Cooper & Castelvecchi, Roma, 2003), Il Governo del mondo (Cooper & Castelvecchi, Roma, 2003) e John Kerry (Castelvecchi, Roma, 2004).

venerdì 11 novembre 2011

A TORINO IL CONGRESSO NAZIONALE DE LA DESTRA


Roma,  (Adnkronos) - "E' tutto pronto per il II congresso nazionale de La Destra che si terrà il 12 e il 13 novembre al Lingotto di Torino. Abbiamo scelto come sede la città operaia per eccellenza per rilanciare le nostre proposte per il sociale. Dobbiamo offrire all'Italia la prospettiva di riorganizzare la presenza di una forza politica di Destra. Oggi il numero dei nostri iscritti e' di 18.735". Lo ha dichiarato Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. Al congresso prenderanno parte 950 delegati eletti nei congressi locali, 276 membri del comitato centrale, 50 del movimento gioventù italiana, 50 del dipartimento delle pari opportunità, 109 segretari provinciali, 20 segretari regionali e 9 del comitato disciplinare. Interverranno molte personalità, tra gli altri, Silvano Moffa, presidente deputati Popolo e Territorio, Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, mentre domenica 13 novembre parteciperà Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. "Presenteremo il nostro nuovo programma - ha aggiunto Storace - che sarà ovviamente condizionato dagli eventi attuali. Anche la partecipazione del premier Berlusconi e dei ministri Alfano e La Russa sono da confermare". Tema di quest'anno: ricostruire la nazione. Molte le proposte in cantiere, tra cui introduzione del sistema maggioritario, le primarie, l'abolizione delle province e il riassetto delle società. "A Roma istituiremo la Federazione della città - conclude -. Il nostro comitato centrale non sarà più eletto dalle liste bloccate ma ognuno potrà dare preferenze di genere, un uomo e una donna. Gli organi saranno più snelli a cominciare dall'ufficio politico con al massimo dieci persone".

giovedì 10 novembre 2011

GOVERNO, MUSUMECI: SERVE UNA LEGITTIMAZIONE POPOLARE




"Ci sono due partite egualmente importanti:  indicare una strada per uscire dalla crisi economica e preservare il bipolarismo. Tutti e due gli obiettivi devono poter esser salvaguardati. A meno che non si voglia tornare indietro. Solo un governo legittimato dal consenso popolare potrà avere l' autorevolezza per perseguire gli obiettivi essenziali per la Nazione". Lo ha dichiarato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Nello Musumeci (La Destra), che ha aggiunto:  "Nella maggioranza c' e' un dibattito che va rispettato. Per quanto ci riguarda la nostra posizione la formalizzeremo al Congresso di Torino. E' presto ancora per dire cosa succederà. Ma bisogna che sia
chiaro che nessun interesse nazionale puo' essere tutelato se riconsegniamo la società alla famelica partitocrazia di triste memoria".

lunedì 7 novembre 2011

GOVERNO, MOMENTO FONDAMENTALE PER L'ASSETTO ISTITUZIONALE

Catania, 7 nov. (Adnkronos)- '' Siamo a uno snodo fondamentale
per l' assetto istituzionale della Nazione dal 1994. Nel tempo si e'
affermata, grazie al ruolo di Silvio Berlusconi e alla nascita di un
blocco moderato composto dal centro riformatore e dalla destra
politica in alleanza con la Lega, la devoluzione in capo al popolo del
diritto di scegliere chi governa''. Lo afferma il sottosegretario al
Lavoro, Nello Musumeci, sugli scenari politici futuri.
     '' Oggi i cittadini chiedono di tornare a scegliere i
parlamentari - aggiunge l' esponente de La Destra - ma rivendicano il
diritto di decidere chi li governa. La partita di queste ore e' tra
coloro che difendono questa conquista e chi vuole portare indietro le
lancette del tempo. Il centrodestra e il presidente Berlusconi hanno
il diritto e il dovere di affermare il principio della legittimazione
democratica contro il tentativo di affidare i destini del popolo alle
tecnocrazie o alla partitocrazia. Se questa battaglia finale dovra'
avvenire in Parlamento o nelle urne e' persino secondario. Quello che
ci importa e' evitare che qualcuno possa far cadere nel vuoto le
conquiste del bipolarismo''.
     '' Siamo convinti che mai come in questo momento chi ha militato
in Alleanza Nazionale debba fare ogni sforzo per trovare punti di
convergenza - Musumeci - in fondo la seconda Repubblica si e' aperta
con Pinuccio Tatarella vicepremier accanto a Silvio Berlusconi. Passa
anche da noi il diritto-dovere di preservare l' alleanza tra centrismo
moderato e destra che ha garantito stabilita' politica''.
     (Ftb/Opr/Adnkronos)
07-NOV-11 18: 26

martedì 18 ottobre 2011

NON CI SONO ALTERNATIVE CREDIBILI AL GOVERNO


"Non vedo all' orizzonte governi alternativi credibili rispetto a quello in carica, voluto dagli elettori. Né sul piano della coesione, né su quello della garanzia di valori non negoziabili come la famiglia, la sacralità della vita, l' identità cristiana". Lo ha detto il sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche sociali Nello Musumeci, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del rapporto sul welfare, famiglia, marginalità e disagio sociale, presentato dalle Acli.
"Dopo il rigore serve dar vita alla stagione della crescita, innescando meccanismi virtuosi che servano soprattutto a sostenere le fasce sociali più deboli e vulnerabili e a restituire concrete speranze ai giovani". Proprio i nostri ragazzi - ha aggiunto Musumeci - sono vittime di un modello di sviluppo distorto e improntato ad esasperato consumismo, che ha portato alla vittoria del conto economico sul conto patrimoniale e dell' effimero sul concreto".

lunedì 10 ottobre 2011

GOVERNO: SCAMBIO DI BATTUTE VECCHIO-MUSUMECI SU TREMONTI







«E’ sbagliato tenere solo i conti in ordine senza programmare la crescita. Fare così è stata una scelta da ragioniere e Tremonti si è dimostrato questo, un ragioniere». Così Andrea Vecchio, presidente di Ance Catania, nel corso del dibattito pubblico con il sottosegretario Nello Musumeci (La Destra), che andrà in onda questa sera sull’emittente televisiva Telecolor.
All’imprenditore, Musumeci ha risposto che «va riconosciuto al ministro dell’Economia di aver guidato una fase difficilissima con l’apprezzamento dei più importanti osservatori internazionali. Sulla necessità di rilanciare le politiche per la crescita il governo è al lavoro, come annunciato dal presidente Berlusconi, ed entro il mese il decreto sarà presumibilmente varato dal Cdm».

CONFRONTO MUSUMECI-VECCHIO STASERA SU TELECOLOR


GOVERNO: MUSUMECI, FACILE ESSERE AMICI DEL MASSARO QUANDO L’ANNATA E’ RICCA
«E’ facile essere amici del massaro quando l’annata è ricca…». Così il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Nello Musumeci (La Destra), ha commentato la protesta dell’Ance contro il ministro Matteoli nel corso della trasmissione-confronto con il presidente Andrea Vecchio (Ance Catania) condotta dalla giornalista Michela Giuffrida che andrà in onda questa sera sull’emittente Telecolor.
«Dobbiamo contestualizzare le critiche al momento di crisi che tutto l’Ocidente sta vivendo – ha aggiunto Musumeci – e dobbiamo essere consapevoli che il nostro Paese vive la stessa condizione di tanti altri Stati. Anche gli Usa hanno subito il declassamento del rating e anche là ci si interroga sulle migliori strategie per uscire dalla crisi».
Il sottosegretario Musumeci ha quindi passato in rassegna gli interventi più recenti varati dal governo, pubblicati già in gazzetta ufficiale e ha rimarcato come «l’intera maggioranza abbia voluto escludere qualsiasi intervento sui fondi Fas nella manovra varata a fine estate».

CONFRONTO MUSUMECI-VECCHIO STASERA SU TELECOLOR




PA: VECCHIO (ANCE), TROPPI I DIPENDENTI PUBBLICI VANNO MANDATI A CASA
«In Italia ci sono un milione e duecentomila dipendenti pubblici in esubero. In un bilancio che è gravato dal finanziamento del debito pubblico e dalle spese per la burocrazia, questo è intollerabile. Bisogna mandarli a casa». Lo ha dichiarato il presidente dell’Ance Catania, Andrea Vecchio, nel corso di un dibattito con il sottosegretario Nello Musumeci (La Destra) condotto dalla giornalista Michela Giuffrida sull’emittente Telecolor, che andrà in onda stasera alle 20,50..
«E’ molto meglio pagare lo stesso questa gente e farli stare a casa, riducendo i dipendenti pubblici che oggi troppo spesso dicono sempre “non è compito mio” o “non si può fare”», ha aggiunto Vecchio.