mercoledì 22 febbraio 2012

ECUADOR, LA FAMIGLIA NON HA I SOLDI PER RIMPATRIARE LA SALMA DELL'OPERAIO UCCISO DURANTE UNA RAPINA

Non potrà essere sepolto in patria il siciliano ucciso in Ecuador: la famiglia non può pagare le spese di viaggio.

Francesco Naselli, 51 anni, un operaio originario di Militello in Val di Catania, è rimasto ucciso casualmente durante una rapina venticinque giorni fa a Guayaquil, in Ecuador. Dopo gli accertamenti medico-legali le autorità locali hanno contattato l’Ambasciata italiana di Quito per avvisare i familiari e provvedere al rimpatrio  della salma, ma i parenti della vittima non hanno la disponibilità dei circa 5.000 dollari necessari per pagare il trasporto aereo fino a Roma.  Il Ministero degli Affari esteri, al quale è stata avanzata  la richiesta di un  intervento straordinario, ha risposto che nessuna norma  prevede sostegni economici a favore di famiglie indigenti in casi come questi.
La salma, quindi, sarà seppellita nel cimitero di Guayaquil.
Informato del caso dalla famiglia Naselli, l’on. Nello Musumeci, già sottosegretario alle Politiche sociali, ha inoltrato al presidente della Regione Siciliana, on. Raffaele Lombardo, una dettagliata nota con la quale ricostruisce tutta la vicenda e sottopone, vista l’eccezionalità del caso, la richiesta di predisporre un atto amministrativo per la copertura della somma necessaria considerata l’eccezionalità del caso.
“Si deve poter dare la possibilità ai familiari  di piangere sulla tomba del loro caro, perseguitato  dalla sfortuna, prima emigrato per cercare lavoro e poi incolpevole vittima di una sanguinosa rapina”, ha dichiarato l’on. Musumeci.

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