sabato 9 luglio 2011

MUSUMECI: "TORNARE TRA LA GENTE, AVVICINARE IL PALAZZO ALLA PIAZZA"


“Avvicinare il palazzo alla piazza, gli elettori agli eletti, tornare tra la gente, insomma;  riscoprire l’etica della responsabilità; modificare la legge elettorale per far sì che siano i cittadini a scegliere i parlamentari e non siano più le segreterie dei partiti ad imporli”. Sono queste alcune delle soluzioni proposte da Nello Musumeci,  leader de La Destra siciliana e sottosegretario di Stato, nel corso della tavola rotonda “Caro centrodestra, se ci sei batti un colpo”, che si è tenuto questa mattina a Catania.
“Il centrodestra ha il dovere di interrogarsi: è finita la fase dell’innamoramento con l’elettorato come dimostrano i risultati dei referendum e delle recenti amministrative – ha continuato Musumeci -. Bisogna, quindi, individuare i punti di debolezza e su questi intervenire per riproporre, anche in seguito all’elezione dell’on. Alfano a segretario nazionale del Pdl,  una coalizione nuova che abbia anche una destra moderna, sociale, popolare, meridionalista che possa fare da   contrappeso alla Lega”.
Alla tavola rotonda, promossa dal segretario regionale de La Destra, Gino Ioppolo, moderata dal segretario provinciale di Catania, Ruggero Razza, hanno partecipato Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia di Catania e co-coordinatore regionale del Pdl, e il senatore Salvo Fleres, coordinatore provinciale di Forza del Sud.
“Sono per introdurre le primarie per l’individuazione dei candidati alle cariche di vertice degli enti locali fino alla regione – ha dichiarato Fleres -, perché  i partiti hanno perso la capacità di rappresentare i cittadini. C’è bisogno di una politica moderna per un paese moderno, mentre ancora secondo una consolidata abitudine il politico pensa a gestire il problema piuttosto che a risolverlo”.
 Per Giuseppe Castiglione. “Alfano ha individuato alcuni capisaldi sui quali costruire il nuovo centrodestra, a cominciare dalla buona amministrazione degli enti con criteri di efficienza ed economicità, che hanno portato, ad esempio, tre grandi aziende a investire su Catania 500 milioni di euro ciascuna per realizzare 3sun. C’è invece chi , come la Regione Siciliana, propone la lotta agli sprechi, con la pretestuosa abolizione della Provincie, solo per nascondere le proprie incapacità come i 6,5 miliardi di fondi strutturali  e i 2,5 miliardi di fondi sociali non utilizzati”.
Presenti numerosi consiglieri comunali e provinciali del capoluogo e dell’hinterland, tutti concordi alla fine nel sostenere che i risultati delle ultime amministrative possono rappresentare uno stimolo affinchè il centrodestra recuperi quel rapporto privilegiato con la società e il territorio, che gli consenta in Sicilia, come nella Penisola, di tornare a vincere. A cominciare dalla tornata amministrativa nella prossima primavera (si voterà in circa 100 Comuni siciliani), fatte salve eventuali sorprese a Palermo come a Roma.

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